Cos’è per me il crudismo

SpaghettatoreIl primo seme che è nato in me relativo al crudismo risale a prima del febbraio 2010, quando all’esame di biochimica il professore mi chiese di parlare della “denaturazione delle proteine”. Questo processo avviene quando attraverso dei meccanismi, come per esempio le alte temperature, le proteine vengono spezzate. Dopo la mia risposta il professore mi fa l’esempio dell’uovo: l’uovo al naturale presenta un albume gelatinoso-viscoso trasparente e un tuorlo liquido e giallo. Una volta sottoposto ad alte temperature, quindi a cottura, l’albume diventa solido e bianco, anche il tuorlo passa da liquido a solido! Quindi c’è una vera e propria trasformazione! Le proteine appunto si sono trasformate, rotte e quindi denaturate. Finito l’esame e contenta del voto, nella mia testa rimaneva questo concetto: fornendo alte temperature trasformiamo gli alimenti, quindi il cibo che portiamo alla bocca dopo essere stato cotto non è quello che ci da la Natura, perché noi lo processiamo, processo che in qualche modo lo cambia, lo trasforma, lo modifica, lo DENATURA!!! Riflettevo che già la parola stessa, DENATURAZIONE, sta a significare qualcosa che non è più naturale, ma per qualche ragione si è modificato, è diventato qualcos’altro, ma ancora buono e sano?

 

Come tutti i semi, anche questo è rimasto custodito, nella mia mente, finché non è arrivata dell’acqua ad idratarlo. Nel mio caso l’acqua è stata rappresentata da una mia esigenza di diminuire il quantitativo di farinacei e cereali che mangiavo (pur venendo da 17 anni di veganesimo molto attento in cui mi preparavo tutto da me, dal pane integrale con pasta madre, ai cracker, grissini, torte per la mattina, biscotti, e anche tofu e seitan, mi sentivo che mangiavo troppi e troppo spesso farinacei e cereali). Ho proprio sentito il bisogno di mangiare cose più leggere, meno artefatte, meno manipolate, meno ricche di tanti ingredienti che mi appesantivano, non in senso di chili, ma proprio di flessibilità fisica e lucidità mentale. Quindi in modo quasi naturale ho cominciato a sostituire la colazione e gli spuntini con frutta e la il pranzo con verdure crude, soprattutto spaghetti di carote, zucchine, barbabietole (ecco una foto di uno dei miei primi piatti di spaghetti di cui mi ricordo la meraviglia dei colori e la croccantezza al palato. E una foto del mio fantastico spaghettatore). Mentre la cena era già da anni a base di insalatone.

 

Quindi per me il crudismo significa prima di tutto il ritorno ad un’alimentazione più naturale e semplice, utilizzando quelli che sono i cibi che la Natura ci mette a disposizione così come sono, senza addizionarli di insaporitori. Ovviamente essendo abituata a cucinare e vivendo in un mondo che ci propina di tutto, oppure perché qualche volta ho voglia di qualcosa di sfizioso o invito degli ospiti, ci sono anche le preparazioni un po’ più ricche ed elaborate, però molte delle mie ricette sono davvero semplici, con pochi ingredienti proprio per esaltare il gusto naturale dei cibi.

 

La cosa bellissima è che le verdure crude mantengono i loro sapori che si sprigionano in bocca quando le mastichiamo, mentre invece le verdure cotte non hanno proprio sapore se non si aggiunge un insaporitore, per esempio il sale. Questo perché non denaturando il cibo tramite la cottura i legami chimici rimangono interi e vengono rotti durante la masticazione. Infatti entrando in una cucina dove si sta preparando qualcosa di cotto si sente dell’odore, causato proprio dalla rottura dei legami chimici dell’alimento; mentre entrando in una cucina dove si sta preparando del cibo crudo non c’è praticamente odore perché i legami chimici sono integri, ma tutto il sapore dei cibi si sprigionerà in bocca. Oltre che i nutrienti vanno per la maggior parte persi durante la cottura, mentre invece con il cibo crudo ne usufruiamo al 100%.Spaghetti carote barbabietole e zucchine